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La seconda edizione: inaugurazione 5 settembre ore 18.30 – Certaldo

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1 Aprile 2020
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15 Maggio 2020

CI SONO SEMPRE PAROLE. [non] FESTIVAL DELLE NARRAZIONI POPOLARI (e impopolari)

CERTALDO / GAMBASSI TERME
e il territorio dell’empolese valdelsa

inaugurazione 5 settembre – Certaldo – Palazzo Pretorio
11, 12, 13 settembre – Gambassi Terme e i musei del MuDEV

Ci sono sempre parole è il primo Festival sulle narrazioni che mette al centro i cittadini con i propri racconti. Un Festival che attraverso le storie ‘di vita comune’ prova a ricostruire le connessioni tra le comunità, a rigenerare la capacità di ascolto e a cementare l’empatia. In un momento storico dove le connessioni interpersonali sono filtrate dalla virtualità delle comunicazioni, portare alla luce racconti di vita quotidiana, diventa un’operazione non solo culturale ma di assoluto impatto sociale.
La parola raccontata dal vivo come mezzo di rigenerazione dei territori, come supporto contemporaneo alla valorizzazione dell’identità e come strumento di relazione.
Il progetto si inserisce all’interno di un contesto che guarda alla partecipazione delle comunità nella ri-definizione della missione culturale del territorio.

L’ideazione del Festival è di Andrea Zanetti, che ne è direttore artistico insieme a Cinzia Compalati.

Il tema del festival è la vita, un tema quasi libero e allo stesso tempo intriso di ragioni, cause e effetti. Si vuole portare alla luce una comunità che riscopre il piacere di raccontarsi nella straordinarietà del quotidiano, per confrontarsi non solo sulla memoria ma sulla codificazione del presente, accettando la sfida della contemporaneità come obiettivo ma utilizzando la nobile arte della parola come strumento. È un festival che intreccia la narrazione popolare dei ricordi, delle memorie e della contemporaneità con parole e racconti impopolari, quelli che non vorremmo ascoltare ma che fanno parte del vissuto di tutti.

Caratteristica principale di Ci sono sempre parole è l’innovazione: è un Festival ‘diffuso’ realizzato a rotazione nei Comuni dell’empolese valdelsa; un Festival senza ‘big’, che ribalta i ruoli, i protagonisti sono i cittadini e che si pone l’obiettivo di individuare una metodologia per musealizzare la comunità; è una manifestazione rimodulabile e riproducibile in altri luoghi, tutti i territori hanno storie da raccontare.
È un festival [non] Festival dove la comunità diventa attore e allo stesso tempo palcoscenico. Anche i luoghi scelti  giocano un ruolo fondamentale nel processo rigenerativo dell’identità individuale e territoriale. Un Festival che fa del suo ‘non’ la spinta positiva verso la codificazione delle complessità contemporanee e della straordinarietà del quotidiano.

(ri) PROGRAMMA

CI SONO SEMPRE PAROLE. Il programma radiofonico
Dal 23 giugno al 28 luglio 2020

Ci sono sempre parole. Il Festival del MuDEV diventa un programma su Radio Nostalgia.
Comunità, identità territoriale e partecipazione raccontate insieme a protagonisti del mondo della cultura.
In onda in FM il martedì alle 19.00 e la domenica alle 11.00 (in replica sui canali social del MuDEV e di Radio Nostalgia)

Radio Nostalgia Toscana ospita un programma radiofonico del Sistema museale empolese valdelsa che approda in FM per presentare Ci sono sempre parole. [non] Festival delle narrazioni popolari (e impopolari). Una nuova modalità del MuDEV per restare in contatto con la propria comunità in un periodo storico in cui lo spettacolo dal vivo presenta ancora tante limitazioni.
La mission redazionale è quella di tradurre in contenuti il messaggio: “CI SIAMO!” che è stata divulgata nel mese di luglio attraverso una campagna di comunicazione realizzata da artisti contemporanei e diffusa in tutto il territorio dell’empolese valdelsa.
“CI SIAMO” perché malgrado tutto la seconda edizione del festival si svolge ugualmente.
“CI SIAMO” perché il territorio risponde a una situazione straordinaria rilanciando le proprie identità e valorizzando le proprie vocazioni.
“CI SIAMO” perché questa crisi può rappresentare un nuovo modello di promozione e fruizione del territorio.
“CI SIAMO” perché abbiamo voglia e passione per esserci.

La radio si trasforma quindi nel nuovo focolare domestico attorno al quale ritrovarsi per ascoltare ed ascoltarsi.

Rivedi qui le puntate condotte da Andrea Zanetti che anticipano i contenuti del Festival:
1.Presentazione del Festival con Giacomo Cucini (sindaco di Certaldo con delega alla cultura per l’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa), Sara Rigacci (assessore alla cultura di Gambassi Terme) e Cinzia Compalati (direttore MuDEV) 
2. Le canzoni popolari con Ginevra Di Marco e Francesco Magnelli
3. Nuove geografie di vicinato con Virgilio Sieni
4. A casa di Augusto, un museo vivente di comunità a Berceto (PR), con Maria Molinari
5. Il veglio toscano con lo scrittore Fabio Genovesi
6. Il piccolo museo del diario con Natalia Cangi
7. Kilowatt Festival: i visionari con Luca Ricci
8. Le politiche del quotidiano con Ezio Manzini
9. I cittadini del Festival raccontati dagli attori Carlo Romiti (Oranona Teatro Associazione Polis Certaldo), Daniela Bertini e Silvia Bagnoli (Associazione il Gabbiano), Augusta Elena Giglioli (Associazione Teatro Castello), Alessia Cespuglio e Silvia Lemmi (Pilar ternera) e Andrea Giuntini.
10. Stoner di John Williams con la scrittrice Enrica Tesio
11. Intervista a Bobo Rondelli padrino del Festival 2020

Guarda la playlist completa sul nostro canale Youtube.

 

STONER. LANDING PAGES
mostra d’arte contemporanea 
a cura di Cinzia Compalati e Andrea Zanetti
Palazzo Pretorio – Certaldo (FI) – Piazzetta del Vicariato, 4
inaugurazione 5 settembre 2020
6 settembre 2020 / 10 gennaio 2021

Ti sei emozionato leggendo Stoner? 8 artisti contemporanei fanno vivere i personaggi, le storie e le atmosfere del romanzo di John Williams in una mostra da sfogliare!

Il libro Stoner
Stoner di John Williams è un caso letterario che ha appassionato migliaia di lettori nel mondo.
La biografia di un anonimo professore universitario che a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale affronta i drammi e le passione di una vita ‘normale’.
È un libro che racconta lo scorrere del tempo come un insieme di episodi epici nella banale naturalezza del loro evolversi.
La sua è una storia di vita, senza tempo. E quindi è una storia contemporanea.
Nel corso del 2013 il romanzo di John Williams è diventato un bestseller in Inghilterra, Olanda, Francia, Spagna e Israele. La pubblicazione italiana – una felice intuizione di Fazi Editore –  ha catalizzato le altre edizioni europee.
Partito dall’Europa, il rilancio dello scrittore è arrivato negli USA dove Stoner è stato definito sul New York Times da Morris Dickstein “Il romanzo perfetto”. Oggi è considerato un classico, l’altro filone letterario americano che si contrappone al genere del ‘grande Gatsby’.
È un libro che parla di silenzio e di parole a metà, lasciando a noi il gusto o la sfida di completare le riflessioni.
Stoner è anche il ritratto di una società che è stata e che, probabilmente, sempre sarà; il condensato di una vita di tutti, attraverso le declinazioni dei personaggi che animano le pagine.
Stoner è un protagonista contemporaneo; un personaggio che attraverso la sua incertezza diventa icona del tempo che viviamo, simbolo inconsapevole di una società che disgrega i suoi punti di riferimento e li sostituisce con la solitudine, le solitudini.

La mostra
Abbiamo pensato di coinvolgere 8 artisti contemporanei e di affidare ad ognuno un personaggio del libro; abbiamo chiesto loro di interpretare il romanzo attraverso il proprio linguaggio: scultura, fotografia, istallazioni, musica, performance e video.
Non solo la riproduzione espressiva delle pagine di Stoner bensì l’appropriarsi dei protagonisti per scavarne le profondità, per esternarne il non detto e il non scritto, per incanalare la narrazione nelle suggestioni della forza visiva.
Artisti diversi per poetica e formazione, inscenano una mostra che scorre come le pagine di un libro.
Si calano nei panni dei protagonisti del romanzo sulla base di una scelta estetica e di linguaggio che tiene come riferimento un’impostazione letteraria della mostra.
Artisti che hanno nella loro espressività una chiave di lettura in grado di indagare i personaggi in profondità, oltre le pagine del libro. L’obiettivo non è quello di organizzare una mostra collettiva d’arte contemporanea bensì di rappresentare, attraverso poetiche e identità differenti, il corpo e l’anima del libro; le suggestioni e le emozioni che regala attraverso un allestimento che è una vera e propria impaginazione.

Gli artisti
Emiliano Bagnato (La Spezia, 1993) – compositore e sound designer – interpreta Grace, la figlia di Stoner. In una rilettura musicale e interattiva, tutto il dramma di un personaggio che ha subito le storie dei genitori, senza colpe. Resterà imprigionato o si salverà dal suo passato?
Mauro Fiorese (Verona, 1970-2016) è stato uno dei cento fotografi più quotati al mondo. Sono esposte, dopo la sua morte prematura, alcune opere tratte da www.libraincancer.it, il blog in cui ha raccontato la sua personale battaglia contro il cancro. Tenendo fede all’impostazione letteraria dell’esposizione, l’autore ha composto dodici dittici fotografici che si sviluppano nell’immagine pura e nel suo, arbitrario, rimando testuale. In mostra interpreta Gordon Finch, l’amico fraterno di Stoner e filtra attraverso i suoi occhi – e quindi attraverso il grande tema dell’amicizia – la vita del  protagonista.
Stefano Lanzardo (La Spezia, 1960) è Stoner. Con quattro scatti fotografici sono descritti altrettanti momenti simbolo dell’esistenza del protagonista: dalla terra che lo ha generato, e alla quale torna, ai corridoi dell’università in cui passeggia come un fantasma, allo studio di casa, dove poteva dedicarsi alle amate letture, fino alla relazione con le donne del romanzo. Un viaggio dal forte impiano anti-eroico e anti-epico che trasforma la vita di un uomo dimenticato da tutti in un racconto collettivo.
Roberta Montaruli (Torino, 1978) è Katherine, l’amante di Stoner. L’artista torinese racconta la loro storia d’amore in una video-installazione in cui – mancando la presenza antropica – sono gli oggetti a narrare le loro vite, fatte di respiri e sospiri, gioie e dolori, fatica e tensione verso la felicità. Un video d’animazione che si crea e si cancella attraverso l’uso del carboncino e della gomma, in bilico tra eterno ed effimero.
Eleonora Roaro (Varese, 1989) ha realizzato per la mostra una video installazione dedicata ad Edith, la moglie di Stoner, in cui porta alla luce tutte le fobie del personaggio, una donna distante, anaffettiva, che non si fa “toccare” in tutti i sensi. Attraverso una sineddoche – Edith è rappresentata solo dal suo occhio ceruleo – diventa la “telecamera di sorveglianza” delle vite di chi la circonda. In esposizione anche il video-documento di una performance in cui ha interpretato Edith in uno dei momenti topici del romanzo dipingendo  di rosa, in preda a una sorta di controllata follia, la scrivania e tutti gli oggetti di Stoner.
Jacopo Simoncini (Carrara, 1979) ha composto per l’esposizione un pezzo inedito per viola – eseguito da Ignazio Alayza – che racconta attraverso sussulti lo stridore dell’esistenza. Le corde, come le vite dei personaggi del romanzo, sono quasi portate a rompersi, lo vorrebbero, ma non ci riescono. Una tensione continua che accompagna lo sguardo sulla mostra. La stessa tensione che attraversa tutta la musica di Simoncini, una musica che vuole evocare paesaggi interiori, teatrale nel suo continuo mettere in scena emozioni contrastanti e stati d’animo.
Giuliano Tomaino (La Spezia, 1945) – l’artista che tutti hanno potuto vedere con le sue sculture nel decumano di Expo Milano 2015 – interpreta il padre di Stoner, portando avanti la storica serie dei “Santi” con una cruda installazione che ferma il momento della sua morte. Solo una frase, ad evocare la caducità delle azioni compiute e dell’esistenza, la sua e quella di tutti. Anche il segreto della morte svela il peso dell’assenza e riconduce alla semplicità della terra. Attorno solo il silenzio e la sua musica.
Zino (Teramo, 1973) – noto per le opere realizzate con i lego e la realtà aumentata – qui interpreta l’antagonista di Stoner e lo immortala nel momento in cui fa la sua prima apparizione nel romanzo: fisicamente menomato, Lomax ha un viso da attore del cinema sul quale l’artista riporta le parole della sua presentazione all’interno del testo. Tra le righe, una frase metalinguistica attraverso la quale l’artista dà forma a quello che sarebbe stato il pensiero di Lomax nei confronti del romanzo stesso: “Stoner è un libro del cazzo”.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 6 settembre al 31 ottobre tutti i giorni con orario 10.00-13.00 e 14.30-19.00; dal 1° novembre al 10 gennaio di lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì con orario 10.00-13.00 e 14.30-16.30; sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 14.30-17.30, chiuso il martedì.

media partner della mostra

 

I RACCONTI DEI CITTADINI
11 e 12 settembre 2020

Musei del MuDEV e tratta della Via Francigena a Gambassi Terme

L’11 e il 12 settembre nei musei del MuDEV si ascolteranno i racconti dei cittadini. Selezionati attraverso una call aperta a tutto il territorio, saranno loro stessi a metterli in scena con il supporto drammaturgico di attori professionisti.
Siamo in Toscana, ci troviamo in campagna e “l’andare a veglia” era il modo per trascorrere le serate in compagnia, conversando, leggendo, suonando un po’di musica, giocando o ballando. Il più bravo a raccontare prendeva la parola e narrava storie che mischiavano verità e fantasia costruendo un’epica del quotidiano di cui le province italiane sono ricchissime.
Il filo conduttore sarà l’asse temporale che sempre segna la storia dei luoghi: racconti di emigranti, racconti di anziani, di famiglie, di bambini, di guerra, d’amore, di migranti arrivati negli ultimi decenni.

11 settembre
ore 18.30 – Palazzo Pretorio – Certaldo
I racconti di:
Gianni Cortina – Il Pelo e l’eremita di Gambassi Terme
Augusta Elena Giglioli –  A Terra
con il supporto drammaturgico de L’Oranona Teatro – Associazione Polis
durata: 1 ora

ore 21.00 – BeGo Museo Benozzo Gozzoli – Castelfiorentino
Dario Boldrini – La vita è coesistenza
M. Grazia Lotti – Ho guadagnato vent’anni
Marco Mainardi – Lampedusa
Antonella Profeti – Senza Bici
con il supporto drammaturgico dell’Associazione Il Gabbiano
durata: 1 ora

12 settembre
ore 10.00 – Via Francigena – Gambassi Terme
Antonello Grieco – Di Francigena e Santa Maria a Chianni
con il supporto drammaturgico di Teatro Castello
Teatro trekking – difficoltà T
durata: 2 ore e 15 min

ore 19.00 – Museo della ceramica – Montelupo Fiorentino
Tamara Morelli – Ricordi d’infanzia
Elena Giannotti – Storia di famiglia
Rita Eller – A guardar le stelle
con il supporto drammaturgico di Pilar Ternera
durata: 1 ora

ore 21.00 – Museo civico e diocesano – Fucecchio
Sandro Gualdani  – Cercasi bassista
Paolo Fanciullacci – Brunero
Eugenio Pannocchi – Il mandolino
con il supporto drammaturgico di Andrea Giuntini
durata: 1 ora

 

BOBO RONDELLI. PAROLE E MUSICA
Gambassi Terme – Parco comunale (La Pista)  – 13 settembre 2020 ore 19.00

Ginevra Di Marco – madrina della prima edizione del festival – passa il testimone al padrino di Ci sono sempre parole 2020: Bobo Rondelli.
Il noto cantautore –  uno degli ultimi “maledetti” della canzone e della poesia italiana, un artista che porta con sé la beffarda, dolente, orgogliosa eredità umana e politica della sua Livorno, fondata, come racconta lui stesso, “da ladri, prostitute, prigionieri politici” – chiuderà il festival con uno spettacolo che unisce parole e musica.

Il concerto è parte della tournée estiva Giù la maschera

Roberto Bobo Rondelli è nato a Livorno nel 1963, e lì continua a vivere, nel quartiere del Pontino. Ha inciso album che hanno ricevuto sempre un grande apprezzamento da parte della critica, come Figlio del nulla (2001), Disperati, intellettuali, ubriaconi (2002), Per amor del cielo (2009), L’ora dell’ormai (2011) con la partecipazione del poeta milanese Franco Loi, Bobo Rondelli canta Piero Ciampi (2016) e Anime storte (2017). Ha recitato in alcuni film, tra i quali Sud Side Stori di Roberta Torre, La prima cosa bella e La pazza gioia, entrambi di Paolo Virzì. Dalla stagione 5 è presente nella serie I delitti del BarLume.

 

UFFICIO STAMPA
Chiara Serri, CSArt Comunicazione per l’arte: chiara.serri@csart.it, tel. +39 0522 1715142 o +39 348 7025100
Filippo Belli, MuDEV press@museiempolesevaldelsa,  tel. +39 0571 661308

COORDINAMENTO
Amalia Bonacci, info@museiempolesevaldelsa.it