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Musei e biblioteche per l’Alzheimer

MUSEI E BIBLIOTECHE PER L’ALZHEIMER edizione Leonardo 2019
I musei, le biblioteche e il territorio dell’Empolese Valdelsa per le persone con Alzheimer e chi se ne prende cura

Concept del progetto
Musei e biblioteche per l’Alzheimer è un progetto di accessibilità e inclusione culturale rivolto a persone anziane che vivono l’esperienza della demenza e a chi di loro si prende cura. Sostenuto dalla Fondazione CR Firenze, coinvolge l’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa con il Comune di Castelfiorentino capofila del progetto, la rete dei musei del MuDEV Museo Diffuso dell’Empolese Valdelsa, la rete delle biblioteche Rea.net, la rete informale degli animatori geriatrici insieme a numerose residenze sanitarie assistenziali e centri diurni del territorio. Prevede l’attivazione di percorsi accessibili alle persone con Alzheimer o demenza e a chi se ne prende cura a livello professionale e familiare all’interno dei musei, delle biblioteche e sul territorio dell’Empolese Valdelsa. Grazie alle nuove opportunità che il progetto complessivo di riscoperta della figura di Leonardo offre e alla valorizzazione dell’essenza del suo rapporto con la Toscana, a partire dal legame con la sua città natale fino a quello fondamentale con il territorio, il percorso Musei e biblioteche per l’Alzheimer punta a arricchire l’esperienza con l’inclusione di nuovi luoghi, ampliando la partecipazione e la diffusione sul territorio. Si articola su un ciclo di incontri da maggio a ottobre 2019, nell’ottica di promuovere e facilitare, attraverso un percorso di ricerca e di azioni condivise tra professionisti del settore museale, delle biblioteche e dell’animazione geriatrica, la nascita di modelli progettuali e operativi originali, concepiti per garantire l’accessibilità dei patrimoni museali e delle biblioteche alle persone anziane fragili. Le fasi operative prevedono: incontri per la formazione e lo scambio di conoscenze e competenze tra i professionisti coinvolti, un ciclo di attività nei musei e nelle biblioteche sia con le persone che risiedono nelle strutture assistenziali del territorio sia con persone che abitano ancora all’interno del nucleo familiare assistite dai loro cari, l’analisi valutativa ex ante, in itinere ed ex post sugli impatti e le ricadute del progetto, la restituzione, la diffusione degli esiti e la disseminazione delle buone pratiche.

Da dove ha avuto origine
Fra le iniziative per favorire l’accessibilità dei musei, quelle pensate per le persone anziane con demenza datano da poco più di una decina d’anni negli Stati Uniti (la più conosciuta, MeetMe at MoMA, è iniziata nel 2007 www.moma.org/meetme), ma hanno già raggiunto una considerevole diffusione anche in ambito europeo. Nel panorama italiano, la Toscana vanta risultati importanti: dopo i primi progetti di Palazzo Strozzi e del Museo Marino Marini di Firenze, oggi i programmi per le persone con demenza sono attivati in quasi tutte le province toscane. Il BeGo Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino, capofila del progetto Musei per l’Alzheimer per il Sistema museale dell’empolese valdelsa (MuDEV), nel 2013 ha aderito al progetto formativo “L’arte tra le mani” promosso dal settore educativo del Museo Marino Marini di Firenze con l’Associazione L’Immaginario, l’Associazione Anna e sostenuto dalla Regione Toscana. Il percorso di formazione, destinato al personale dei dipartimenti educativi dei musei e a due animatori geriatrici per museo, era volto a dare vita ad una rete museale, sul territorio toscano, in grado di predisporre attività rivolte alle persone con Alzheimer e ai loro caregiver.
Nel marzo 2014 ha infatti preso avvio Storie ad Arte, il progetto del BeGo Museo Benozzo Gozzoli per le persone con demenza e chi se ne prende cura e nel 2015, il BeGo ha promosso l’avvio di una prima sperimentazione in merito all’ampliamento di questi percorsi nei musei del territorio dell’Empolese Valdelsa. A seguito di alcuni incontri presso il Museo di Casa Boccaccio e presso la sede espositiva del Tabernacolo dei Giustiziati di Benozzo Gozzoli a Certaldo, il progetto pilota, ha interessato, nel 2016, anche il MMAB Museo della Ceramica e il MusArc Museo Archeologico di Montelupo Fiorentino, il MUVE Museo del Vetro di Empoli insieme ad alcune Residenze assistenziali del territorio, grazie al sostegno dell’AUSL Toscana Centro e dell’AIMA Empolese Valdelsa e Valdarno Inferiore. Il lavoro progettuale, lungo e intenso, è stato possibile grazie all’unione delle competenze professionali di educatrici museali e operatori geriatrici. Nel mese di maggio 2016, in occasione della manifestazione “Amico Museo” promossa annualmente dalla Regione Toscana, sono state presentate e realizzate quattro attività nei quattro musei coinvolti in questa prima sperimentazione. L’obiettivo di ciascun museo è stato appunto quello di aprire le proprie porte alle persone con demenza e di sperimentare attività a partire ciascuno dalle specificità dei propri e variegati patrimoni. Tra 2016 e 2017 è quindi partito Musei per l’Alzheimer un più esteso progetto pilota su territorio dell’Empolese Valdelsa. È stato avviato un corso di formazione rivolto a educatori museali e animatori geriatrici che ha visto il coinvolgimento di 6 musei del MuDEV (Museo BeGo di Castelfiorentino, Palazzo Pretorio di Certaldo, MUVE Museo del vetro di Empoli, MMAB Museo della ceramica di Montelupo, Museo Amedeo Bassi di Montespertoli, MuMeLoc di Cerreto Guidi) e visto la nascita di un gruppo interdisciplinare di educatori museali e animatori geriatrici formati per operare nei contesti culturali con le persone anziane fragili e con chi se ne prende cura. L’annualità 2018 del progetto, ha ulteriormente ampliato la partecipazione degli Enti museali e delle strutture assistenziali e visto una prima, e del tutto inedita, sperimentazione delle attività anche in alcune biblioteche della rete Rea.net. I musei che hanno fatto parte della rete di progetto sono stati 12 e le biblioteche che hanno aderito 7. La rete di progetto ha coinvolto e ottenuto la partecipazione di 10 strutture del territorio, tra RSA e centri diurni, e il coinvolgimento di numerose associazioni di volontariato che si occupano di invecchiamento, fragilità e inclusione culturale e sociale. Promosso dal MuDEV e dall’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa e sostenuto dalla Regione Toscana e dalla stessa Unione dei Comuni. Gli incontri sono stati calendarizzati su cicli di tre attività: 2 presso i musei e 1 nelle biblioteche; sono partiti a gennaio 2017 per un numero complessivo di 20 incontri aperti alla partecipazione di persone anziane sia residenti nelle strutture assistenziali sia in famiglia provenienti dal territorio. Le attività – che si sono concluse a settembre 2018 – hanno visto l’importante partecipazione di 471 anziani con i loro familiari e caregiver professionali. Biblioteche per l’Alzheimer è l’ultima inedita sperimentazione con la rete Rea.net. Col fine di ampliare l’offerta di occasioni di partecipazione alla comunità, di accessibilità ai suoi differenti patrimoni per le persone con demenza e per chi se ne prende cura e di incidere sulle percezioni sociali diffuse sulle fragilità dell’invecchiamento, il progetto ha previsto la sperimentazione di incontri nelle biblioteche civiche dei comuni aderenti. Tale proposta, a oggi unica nel panorama toscano, si è realizzata grazie a una stretta collaborazione tra operatori museali, animatori geriatrici e bibliotecari, che hanno contribuito alla definizione di una metodologia di mediazione col patrimonio letterario e di coinvolgimento attivo dei partecipanti. Ne sono nati appuntamenti durante i quali sono state lette, commentate e generate poesie, a partire da una mirata sollecitazione di idee, sensazioni ed emozioni dei partecipanti – anziani e caregiver.

Enti promotori e sostenitori del progetto 2019
> Fondazione CR Firenze
> Comune di Castelfiorentino
> Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa

La rete di progetto – partner sostenitori
> MuDEV Museo Diffuso dell’Empolese Valdelsa
> Rea.net rete delle biblioteche dell’Empolese Valdelsa
> ASL Toscana Centro – servizio sociale area adulti e anziani
> Rete informale animatori geriatrici RSA Empolese Valdelsa
> RSA e Centri diurni: RSA V. Chiarugi (Empoli), RSA A. Volta (Empoli), RSA Il Castello (Montelupo F.no), RSA S. Maria della Misericordia (Montespertoli), EMD Ciapetti (Castelfiorentino), RSA P. Neruda (Castelfiorentino), Villa Serena (Montaione), RSA Campana Guazzesi (San Miniato), RSA Le Vele (Fucecchio), RSA Meacci (Santa Croce sull’Arno)
> Associazioni di volontariato: AIMA Firenze e AIMA Empolese Valdelsa; AVO Associazione volontari ospedalieri, AUSER Empolese Valdelsa, Delfino Azzurro, Misericordie EV, SPI CGIL, Sezioni soci COOP EV.

I destinatari
Grazie alla peculiarità di un approccio metodologico essenzialmente basato sulla ricerca e la sperimentazione, il progetto permette di individuare le seguenti categorie di destinatari:
> delle azioni di formazione, aggiornamento e condivisione di conoscenze e competenze:
– educatori e operatori museali dei servizi educativi interni e di cooperative e associazioni che gestiscono il personale nei musei del MuDEV Museo Diffuso dell’Empolese Valdelsa;
– personale delle biblioteche che si occupano di servizi al pubblico e di servizi educativi interni o che appartengono ad enti gestori;
– educatori, operatori e animatori geriatrici di Residenze Sanitarie Assistenziali e Centri diurni semiresidenziali del territorio dell’Empolese Valdelsa.
> degli incontri nei musei e nelle biblioteche dei comuni dell’Empolese Valdelsa:
– persone anziane con Alzheimer o demenza delle Residenze Sanitarie Assistenziali e di Centri diurni semiresidenziali del territorio;
– persone anziane che vivono l’esperienza della demenza ancora all’interno del nucleo familiare e che risiedono su tutto il territorio interessato dal progetto;
– caregiver professionali e familiari che si prendono cura delle persone anziane fragili, volontari dell’associazionismo locale, badanti.

Obiettivi generali
1. Rendere i musei del MuDEV accessibili alle persone che vivono con la demenza, sperimentando attività dedicate alla partecipazione di persone con Alzheimer, sia istituzionalizzate che provenienti dal proprio domicilio, e a chi se ne prende cura.
2. Offrire – grazie all’evento dell’anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci – un’opportunità alle persone che vivono con la demenza e a chi di loro si prende cura, per osservare, riscoprire, visitare e interagire con il proprio territorio grazie ad una serie di eventi espositivi sul tema del Genio.
3. Rinsaldare l’alleanza tra musei e biblioteche nell’ottica di lavorare con obiettivi comuni in merito all’accessibilità e alla sperimentazione metodologica e potenziare il coinvolgimento delle biblioteche con la sperimentazione di attività di narrazione e ri-narrazione di poesie.
4. Contribuire a definire l’identità dei musei, delle biblioteche e del territorio che Leonardo frequentò nel corso della sua vita e raffigurò spesso nelle sue carte geografiche come luoghi nei quali fare esperienze culturali, relazionali e conoscitive, per vivere momenti di aggregazione inclusivi e intergenerazionali, per essere coinvolti e compartecipi della crescita civile di comunità sensibili intorno ai temi dell’accessibilità delle persone fragili ai contesti culturali.
5. Fare ricerca valorizzando le potenzialità comunicative originali dei patrimoni di musei e biblioteche, sperimentando tecniche e strategie di mediazione con le persone con Alzheimer e con chi se ne prende cura.
6. Fare delle attività culturali dedicate alle fragilità dell’invecchiamento un prolungamento dei servizi sociali, integrando, a livello operativo, il lavoro delle aree culturale-educativa e socio-sanitaria.
7. Creare un calendario permanete di incontri nell’Empolese Valdelsa, aperto alla partecipazione di persone con Alzheimer, sia istituzionalizzate che residenti a casa, e a chi se ne prende cura.
8. Mettere a reddito e al servizio del territorio le competenze e le esperienze che il territorio ha già maturato.

Obiettivi specifici
> In relazione alle azioni di formazione, aggiornamento e condivisione di conoscenze e competenze tra educatori museali, personale delle biblioteche e animatori geriatrici:
• valorizzare il concetto di accessibilità museale e delle biblioteche come opportunità a livello globale per creare relazioni positive con tutti i pubblici;
• ricercare e sviluppare le potenzialità comunicative originali di ogni contesto museale e delle biblioteche;
• avvicinarsi al mondo delle patologie cognitivamente invalidanti (Alzheimer e demenze) per sperimentare, attraverso la mediazione del patrimonio museale e bibliotecario, tecniche e strategie per comunicare con le persone con Alzheimer e con chi se ne prende cura;
• conoscere le potenzialità creative delle persone con Alzheimer offrendo loro la possibilità di esprimersi liberamente come possono e come vogliono;
• abbattere lo stigma e il pregiudizio che comunicare con le persone con Alzheimer sia impossibile;
• conoscere e sperimentare tecniche e strategie di comunicazione con le persone con Alzheimer da poter utilizzare come risorsa professionale

> Per il MuDEV e la rete bibliotecaria Rea.net e il territorio dell’Empolese Valdelsa:
• valorizzare il concetto di museo diffuso attraverso azioni accessibili e inclusive;
• abbattere le barriere in merito all’accessibilità dei patrimoni culturali per le persone con demenza;
• creare un calendario di incontri nell’Empolese Valdelsa, aperto alla partecipazione di persone con Alzheimer, sia istituzionalizzate che residenti a casa, e a chi se ne prende cura;
• contribuire alla creazione di una rete di operatori/educatori museali, bibliotecari e operatori/animatori geriatrici in grado di operare in contesti culturali del territorio;
• apportare il proprio contributo alla costruzione di una rete sociale sul territorio in grado di mettere in condivisione competenze necessarie dal punto di vista culturale e assistenziale-sanitario;
• promuovere il confronto, lo scambio di competenze e la condivisione tra saperi professionali diversi per ampliare le prospettive di ricerca su contenuti e tecniche efficaci ed originali;
• interrogarsi e promuovere la sperimentazione, grazie al lavoro di ricerca condiviso, di modalità e strumenti per la valutazione di programmi e attività per le persone con Alzheimer e chi se ne prende cura;
• contribuire a sensibilizzare la comunità sulle patologie cognitivamente invalidanti configurandosi come servizio a valore sul territorio volto all’integrazione tra le esperienze culturali e le politiche di inclusione delle persone anziane fragili;
• contribuire all’idea che i luoghi della cultura siano luoghi di incontro e relazioni possibili e positive tra persone con demenza, operatori, educatori e familiari finalizzate alla qualità della vita e alla valorizzazione delle competenze, superando lo stigma che accompagna il malato e la famiglia;
• contribuire a far uscire dall’isolamento le persone con Alzheimer e le loro famiglie alleviando il senso di solitudine e incidendo sulla qualità della vita;
• offrire l’opportunità alla persona con Alzheimer di vivere un’esperienza positiva e di benessere rompendo la routine assistenziale;
• contribuire ad abbattere lo stigma per cui la persona malata viene identificata con la sua malattia perdendo l’identità e il riconoscimento di competenze, interessi e passioni.

> Per le persone anziane con Alzheimer e ai loro caregiver familiari:
• offrire l’opportunità di vivere un’esperienza culturale di conoscenza del territorio;
• valorizzare la persona in quanto tale, favorendo le relazioni culturali e sociali;
• attivare e valorizzare le capacità emozionali, sensoriali e creative;
• rafforzare l’autostima e stimolare la comunicazione;
• generare benessere uscendo dalla routine assistenziale che la malattia comporta;
• recuperare la dimensione sociale della persona anziana con Alzheimer e della propria famiglia;
• contribuire ad abbattere il binomio identificativo del familiare con il suo ruolo di cura restituendogli identità e riconoscimento di bisogni personali;
• contribuire ad abbattere il pregiudizio secondo il quale costruire relazioni con persone affette da patologie cognitivamente invalidanti sia impossibile;
• contribuire ad abbattere lo stigma per cui la persona malata viene identificata con la sua malattia perdendo l’identità e il riconoscimento delle competenze.

Il gruppo di lavoro
Il percorso nasce grazie alla progettazione, coordinata e condivisa tra i saperi professionali di educatori museali e animatori geriatrici per unire e mettere a valore della ricerca metodologica competenze e conoscenze che derivano da ambiti professionali diversi. Sia la progettazione che la conduzione delle attività che, infine, l’analisi valutativa del progetto, prevedono il lavoro congiunto di educatori museali e animatori geriatrici. Educatori e operatori museali dei Musei del MuDEV per la co-progettazione e la conduzione, insieme alla Rete Animatori dell’Empolese Valdelsa, degli incontri nelle sedi museali del progetto, per i rapporti con l’AUSL Toscana Centro, gli operatori ed educatori dei musei del territorio, gli operatori e animatori geriatrici delle RSA di riferimento e per la documentazione. La Rete Animatori dell’Empolese-Valdelsa è un coordinamento informale, nato per condividere presupporti teorici e metodologici della pratica educativa con anziani fragili, scambiare esperienze e progettare insieme interventi socio-culturali per migliorare la qualità della vita delle persone che abitano e frequentano le case per anziani. La Rete nasce sulla condivisione di un’idea di animazione come processo di empowerment delle persone anziani fragili e di chi se ne prende cura, di potenziamento delle relazioni tra gli ospiti, gli operatori e la comunità di cui la struttura è parte. A partire dall’esperienza del CoRe, la finalità che guida tutte le esperienze progettuali proposte è incidere sulle percezioni sociali dell’anzianità e promuovere rinnovate e molteplici forme di inclusione sociale e culturale per chi invecchia. Fanno parte della Rete RSA V. Chiarugi (Empoli), RSA A. Volta (Empoli), RSA Il Castello (Montelupo F.no), RSA S. Maria della Misericordia (Montespertoli), EMD Ciapetti (Castelfiorentino), RSA P. Neruda (Castelfiorentino), Villa Serena (Montaione), RSA del Campana Guazzesi (San Miniato), RSA Le Vele (Fucecchio), RSA Meacci (Santa Croce sull’Arno).

I risultati e gli impatti che si attendono da un progetto di rete culturale e territoriale complesso che interessa una varietà importante di luoghi della cultura e coinvolge pubblici fragili sono:
> valorizzazione dei patrimoni di musei e biblioteche del territorio dell’Empolese Valdelsa con l’avvio della riflessione sul ruolo dei luoghi della cultura quali siti accessibili e inclusivi, promotori di una visione del patrimonio dinamica e in aperto dialogo con tutti i pubblici;
> la creazione, come offerta educativa stabile in tutta la rete dei musei del MuDEV e delle biblioteche, di un calendario di incontri per e con le persone anziane fragili e quindi l’aumento della partecipazione da parte di pubblici fragili ai luoghi della cultura;
> le ricadute sul territorio in termini di possibilità di integrazione dei percorsi museali con le politiche volte all’inclusione delle persone anziane fragili in contesti culturali;
> gli impatti della formazione continua, della ricerca e della sperimentazione sugli educatori museali, gli animatori geriatrici e il personale delle biblioteche quanto all’accrescimento di conoscenze e competenze professionali e personali;
> l’originalità della proposta che si configura come importante azione di collaborazione e scambio metodologico tra enti culturali quali i musei e le biblioteche;
> i benefici in termini di qualità della vita e di benessere delle persone anziane coinvolte e di chi se ne prende cura a livello familiare e professionale.

Il territorio
Il territorio interessato dal progetto è quello dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa all’interno del quale verranno individuati, in base ad un’attenta progettazione tra gli attori coinvolti nel progetto, i luoghi dell’annualità 2019.
Saranno inoltre coinvolte all’interno del progetto le RSA e i centri diurni del territorio, tra cui:
> Centro diurno I Tigli di Certaldo
> Circolo La Casa della Memoria e RSA Il Castello di Montelupo
> EMD Ciapetti e RSA Pablo Neruda di Castelfiorentino
> RSA Vincenzo Chiarugi e RSA Via Volta di Empoli
> RSA Le Vele di Fucecchio
> Casa di Riposo Villa Serena di Montaione
> RSA Santa Maria della Misericordia di Montespertoli
> RSA Meacci di Santa Croce sull’Arno

Il resoconto sul progetto a livello territoriale è disponibile sul sito www.museiperlalzheimer.com mentre il percorso e le azioni dell’Empolese Valdelsa sono disponibili sul sito del MuDEV alla pagina www.museiempolesevaldelsa.it/musei-per-lalzheimer

Archivio Musei per l’Alzheimer 2018

Archivio Musei per l’Alzheimer 2016/2017