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La via di Castiglioni.

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Messer Riccardo
Messer Riccardo
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La via di Castiglioni, un museo a cielo aperto, un paesaggio all’interno di un passaggio e viceversa. Siamo nel comune di Montespertoli,  a pochi chilometri dal suo capoluogo, nel mezzo della sua campagna, tra vigne, olivi e campi coltivati. Lascio l’auto nel piccolo parcheggio antistante la ex scuola elementare di Montegufoni, ora sede della scuola di musica Amedeo Bassi. Questo periodo settembrino è l’ideale per il passeggio, il cielo muta di colore spesso e l’aria non troppo calda facilita il ritmo del cammino. Siamo già in vendemmia, nelle vigne c’è movimento di uomini e trattori. Vado piano. Percorro con piedi e occhi, mi soffermo. Nove sono le tavole didascaliche che trovo ai bordi del mio cammino sterrato. Metto gli occhiali, leggo. Ognuna racconta: delle dimore agresti disseminate tra i campi, della loro funzione, della vita che dentro quelle si consumava, della terra e degli animali, unici sostentamenti per la comunità, di distanze, che ora paiono irrisorie, quando prima richiedevano tempo per la sua percorrenza. Due i chilometri “raccontati, mentre anche io nel proseguire provo a raccontarmi a mio modo. E siccome siamo in tempo di vendemmia…

La Via di Castiglioni

Tabella informativa

“ …Oh Gino, senti come le cantano le tu donne, di qui a sera che avranno più cantato o più colto?…. -così gli vocia Ettore da i’ fondo della vigna-
Gino ride e con lui gli vengon dietro tutti gli altri, senza levare i’ capo dai filari, che i’ ritmo e un va perduto,  perché i’ padrone poi a fine giornata, potrebbe avé di che ridire. Intanto Settimo, i’ figliolo maggiore dell’Assunta, la vedova di poero Nanni, si carica i panieri sulle spalle, fino in su in cima alla vigna, dove i carro co’ du’ buoi attaccati l’aspetta. Senza fa che neanche un grappolo si perda, rovescia i panieri  nella tinella e quando questa l’è ricolma, incita le bestie e s’avvia co’ i’ carico alla cantina. Quanti viaggi e faccian tutti e tre fino alla sera, e un c’è da sapello! Di certo in do’ c’è Settimo c’è i buoi e viceversa… Quest’anno e si va pe’ le lunghe, e s’è intaccato i’ mese d’ottobre pe’ dare i’ via alla vendemmia, perché i’ sole dopo l’acquazzone di fine agosto, un ne volea sapè’ di intiepidissi e i chicchi continuavano a crescere e a zuccherassi che l’era uno spregio coglielli. Dicono che questa annata la sarà da ricordare, che la governatura de’ tini la si farà da se,  e ce ne sarà di che mescere pe’ tutto l’anno…”

Se avete voglia, sia a piedi che in bicicletta, potete percorre Via di Castiglioni fino alla congiunzione con Via del Virginio, direzione Ginestra F.na.
Oppure fermarvi prima, magari in prossimità di una di quelle case coloniche di cui vi parlavo. All’ora del tramonto potrete godere del sole che…Ma non ve lo racconto; andate a vederlo da voi.

La Via di Castiglioni

La via di Castiglioni

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