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Tabernacolo della Madonna della tosse

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Tabernacolo di Benozzo Gozzolo

Tabernacolo di Benozzo Gozzoli - Madonna della Tosse

Tabernacolo della Madonna della Tosse

Al bivio di Castelnuovo, all’ingresso della strada che sale verso il piccolo borgo di case, una cappella in laterizio custodiva, al suo interno, il prezioso Tabernacolo della Madonna della Tosse. Affrescato con gli episodi dell’Esequie e dell’Assunzione di Maria, fu così soprannominato per la costante devozione che la gente del luogo manifestava a questa cappella, recandovisi in preghiera, per scongiurare i rischi della pertosse, all'epoca malattia assai pericolosa.

Le pitture furono realizzate da Benozzo Gozzoli nel 1484, con l’aiuto dei suoi fedeli collaboratori, su commissione del priore di Castelnuovo messer Grazia di Francesco, come indica la frammentaria iscrizione posta sul finto parapetto dell’altare. L’opera fu senza dubbio molto apprezzata, tanto che, qualche anno più tardi, nel 1491, Benozzo tornò a Castelfiorentino per realizzare un nuovo ciclo pittorico: gli affreschi con le Storie della Vergine del tabernacolo detto della Visitazione.

Nella parete centrale è affrescata una 'finta' pala d’altare che crea un raffinato effetto trompe-l’oeil. La scena con le Esequie occupa la parete destra. Maria giace sul catafalco, partecipano all’evento i dodici Apostoli accompagnati dagli angeli; Gesù, al centro, tiene in mano l’anima della Madre. In primo piano è ritratto il committente Grazia, inginocchiato davanti al corpo di Maria, seguito da due giovani che i recenti studi individuano come probabili suoi familiari. Sulla parete sinistra è rappresentata l’Assunzione, interpretata secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine insieme all' episodio della Madonna che getta la cintola a san Tommaso. Gli affreschi di Castelnuovo, come quelli di Castelfiorentino, furono, nel tempo, soggetti ad innumerevoli episodi di degrado.

Nel 1853 fu demolito il muro frontale posticcio e fu costruita una nuova facciata in stile che andava a ricucirsi al resto della struttura, riconosciuta quale esempio di architettura quattrocentesca. Sempre in quest' occasione fu rimosso l’altare e scoperta la firma del pittore, ancora oggi visibile, sotto la finta pala d’altare.

Questi restauri non impedirono tuttavia il degrado degli affreschi causato dalla forte umidità e la Soprintendenza fiorentina ritenne quindi opportuno, nel 1970, procedere al distacco delle pitture ed  eseguire su di esse un accurato restauro. Lo stacco non portò alla luce le sinopie e per questo si suppose che il pittore avesse preferito, per trasferire il disegno, una tecnica più ‘moderna’ quale quella dello spolvero. Nel 2009, in occasione della collocazione degli affreschi nel nuovo museo, presso la cappella di Castelnuovo è stata riscoperta la sinopia della Madonna in trono col Bambino.